Pagina:Lettere d'una viaggiatrice - Serao, 1908.djvu/431

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424 lettere d’una viaggiatrice

sulla piazzetta, vi è la modesta casa di Michel Petigax, il buono, pensoso e taciturno Petigax, una delle tre guide alpine che Luigi di Savoia, duca degli Abruzzi, volle condurre seco, laggiù, laggiù, nella grande notte polare, sempre più avanti, dove mai altri era giunto: e nella casa della guida alpina che lasciò il suo paese e le ardite ascensioni sulle catene del Monte Bianco, per seguire il suo principe, in questa casetta semplice e nitida, vi sono tante e tante tracce viventi e tangibili di quella eroica, indimenticabile avventura, che fu il viaggio della Stella Polare. Michel Petigax custodisce affettuosamente i suoi due grandi cani, superstiti della spedizione glaciale: più di cento ne morirono, in quell’ultimo, spaventoso inverno, e questi due forti, vividi, tranquilli e bonari, sono i soli, i due soli, che resistettero alla crudeltà di quell’ambiente, e sono giubilati, oramai, i due cani forti e robusti; ora essi si godono il sole alpestre d’estate, e l’inverno, sotto il Monte Bianco, non li sgomenta, essi, che non morirono al Polo.

Testimone vivente è, qui, Petigax, colui che