Pagina:Lettere d'una viaggiatrice - Serao, 1908.djvu/60

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l'anima antica 53




Perchè vi parlo io di questo antico ricordo, che non è neppure personale, che fu ombra fugace, di cui neanche i vecchi testimoni oculari, si rammentano più, di cui tutte le giovani generazioni, anche quelle fiorentine, quasi non sanno? Perchè invoco un anacronismo che, in fondo, offese per ben poco tempo la vita italiana, che trovò tutti i più cortesi temperamenti, da un lato nella grande bonomia di chi regnava sulla Italia e giungeva dai paesi freddi tagliati a vie rettangolari, e dall’altro lato nella natìa gentilezza toscana? Che importa più, questo, Ebbene, importa! Esso serve a chiarire il profondo dissidio che rinasce, ogni giorno, fra gli umili pellegrini ricercatori d’impressioni di beltà e di arte, recantisi a Firenze col cuore palpitante di desiderio estetico e di desiderio sentimentale e fra Firenze istessa. O delusione grande per chi vi si reca con un’anima tutta nuova,