Pagina:Lettere sulla Alceste seconda (Bettoni 1808).djvu/8

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6 lettera prima

luce dopo poche settimane la mia Alceste.

La nostra ben amata Augusta Vice-Regina e l’inclito Principe Eugenio, modelli di amor conjugale, l’accolgono qual cosa cara al loro cuore, ed ambedue quasi a gara colmano di favori l’editore1. Lieto d’aver portata a fine la mia intrapresa, e d’aver trascelta fra le opere postume d’Alfieri quella sua tragedia, unica ch’egli ha lasciata fra i molti suoi manoscritti, io reputava d’aver toccata la meta propostami, di presentare ai miei concittadini la più apprezzabile fra le opere postume d’Alfieri, il di cui nome, come gran tragico principalmente, per generale consenso, sembra che passar debba alla rimota posterità. Vi confesso pertanto che non poca sorpresa mi cagionò l’articolo che trovai nel N. 123. del Giornale italiano. Tutte le idee che potevano comporre una compiuta risposta, mi si presentarono alla mente; ma il caldo, gli affari, ed alcune seducenti distrazioni, di cui voi dovete aver memoria, non

  1. Ragguardevole somma fu fatta tenere dalla munificenza di S. A. I. il Principe Vice-Re all’editore dell’Alceste, e S. A. I. la Vice-Regina con generosi sensi di aggradimento inviar fece allo stesso il grazioso dono di una elegantissima scatola d’oro.