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ACCADEMICHE. 57

lebratissimo nome di Galileo Galilei, nelle città oltramontane, ed in particolare d’Olanda, che in quelle della sua nutrice Toscana, e delle Provincie circonvicine. Ora se vogliamo conoscere quanto sia giovevole la fama de i viventi, ma incogniti, non vi dispiaccia investigarlo con una curiosa astrazione. Partasi il sapientissimo vecchio dalle Ville d’Arcetri, e comparisca improvviso nel popolato Amsterdam. Non occorre già aspettare, che alle porte della Città, o per le vie pubbliche, gli sia fatto un minimo segno d’onore, ne con invito cortese, ne con un guardo d’ammirazione, ne con un saluto, o altr’atto di civiltà, in testimonio d’onoranza.

Fin quì non è maraviglia, si tratta d’una Città, che è ripiena di varie Nazioni, e di negozianti occupati. Conduchiamolo alle porte dell’Accademia, dove si stà trattando dell’Arte importantissima del navigare. Si sa con quanti offici, e con quante promesse quei dotti Settentrionali, abbiano proccurato dall’acutissimo Mattematico le sue invenzioni, circa la Marinaresca, ed in particolare sopra le Longitudini. Entra il Galileo alla presenza di quelli, che ivi sono adunati, ciascun de’ quali nell’intimo del cuore ammira, e riverisce il gloriosissimo suo nome. Par che dovessero tutti innalzarsi, e con offici di prontissime accoglienze essergli attorno ad accarezzarlo, ed abbracciarlo come un Iride d’allegrezza, e un’Aurora di consolazione. Ma io m’immagino tutto il contrario. Mi par di vederli turbati, e alzati alcuni de’ più vicini, farsegli avanti con viso acerbo, e con linguaggio da lui non inteso addimandargli, che cosa voglia, e chi l’abbia fatto ardito d’entrar là dentro, appunto come s’egli non fusse quel famoso, ch’egli è, ma un vecchierello ordinario, incolto di corpo, e d’animo, com’egli appariva nel sembiante esteriore. Eccovi dunque provato, che la fama non serve a nulla. Odo subito una prontissima risposta la qual dice; perche non lo conoscono. Ed io soggiungo. Se quelli, i quali lo vedono presenzialmente, non lo conoscono, come faranno poi a conoscerlo quelli, che son per nascere di quì a mill’anni? sento replicarmi l’onoreranno senza conoscerlo. O questo sì, ch’io affermo esser veramente impossibile. Dimostriamolo manifestamente nel caso immaginato dell’Accademia Olandese. Mi dite voi, che ciascuno di


quegli