Pagina:Lezioni elementari di numismatica antica.djvu/15

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sognerebbe prima sapere in qual proporzione fosse in allora il bronzo all’argento, e l’argento all’oro, le quali relazioni si vanno di tempo in tempo alterando. Appena possiamo al presente valutarlo secondo il valore intrinseco attuale dell’argento. Ciò supposto siccome un denario contiene per lo meno 16 kreutzer di Germania (circa 12 ½ baj. Rom.) allora il sesterzio siccome quarta parte del denarius importa 4 kreutzer1, dietro al quale calcolo possiamo assicurarci del quantitativo di ben molte somme che nei classici vengono indicate. Aulo Gellio per esempio racconta che il famoso Bucefalo di Alessandro gli era costato sestertia trecenta duodecim. Svetonio narra che Giulio Cesare pagò una insigne perla sexagies sestertio. Tacito afferma di Nerone aver egli scialacquato in donativi bis, et vicies millies sestertium. Su di una bella moneta dell’Imp. Adriano è rappresentato un littore, il quale sostiene colla sinistra i fasci, e la scure consolare, e colla destra mette fuoco a un mucchio di cedole coll’epigrafe: RELIQUA . VETERA . IIS . NOVIES . MILLies . ABOLITA; vale a dire che Adriano annullò il debito arretrato della Nazione, il quale importava novecento milioni di Sesterzj.2 tav. I. n. 9.)

La moneta argentea dei Greci era la Dramma, d’onde vennero le denominazioni numi didrachmi, tridrachmi, tetradrachmi, allorchè pesavano 2, 3, 4 dramme. Una dramma benchè sorpassasse alquanto il peso del denario Romano si calcolava nondimeno al pari. Le monete inferiori di argento erano l’obolus, donde procedevano il diobolus, triobolus, 2, 3 oboli, hemicbolus, cioè mezz’obolo. Il siclo Ebraico era 4 dramme.

In Roma la moneta d’oro ebbe principio 62. anni dopo quella d’argento. La quantità n’era a’ giorni della Repubblica piuttosto scarsa; ma da Giulio Cesare in poi fino alla decadenza dell’Impero abbondò a segno da comprovare qual fosse la magnificenza di una Roma. Un pezzo d’oro denominato Aureus, pesava qualche cosa più di due nostri zecchini, e si valutava 25 denarj, e perciò 100 sesterzj. Quanto al valore, che i Greci davano alla loro moneta d’oro, non si può esattamente determinarlo.

Rispetto alla grandezza la moneta di bronzo veniva comunemente divisa in 3. classi, prima, seconda, e terza

  1. Tre bajocchi Romani incirca.
  2. 30. milioni di Scudi Romani..