Pagina:Lorenzo de' Medici - Opere, vol.1, Laterza, 1913.djvu/151

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I

[Amore ispiri alla sua donna compassione di lui.]


     Tanto crudel fu la prima feruta,
sí fèro e sí veemente il primo strale,
se non che speme il cor nutrisce ed ale,
saremi morte giá dolce paruta.
     E la tenera etá giá non rifiuta
seguire Amore, ma piú ognor ne cale;
volentier segue il suo giocondo male,
poi c’ha tal sorte per suo fato avuta.
     Ma tu, Amor, poi che sotto tua insegna
mi vuoi sí presto, in tal modo farai,
che col mio male ad altri io non insegna.
     Misericordia del tuo servo arai,
e in quell’altera donna fa’ che regna
tal foco, onde conosca gli altrui guai.


Lorenzo il Magnifico, Opere - i. 10