Pagina:Lorenzo de' Medici - Opere, vol.1, Laterza, 1913.djvu/189

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iii - rime 183

XLII

[Solo la Morte sta ferma nella caducitá delle cose umane.]


     Quanto sia vana ogni speranza nostra,
quanto fallace ciaschedun disegno,
quanto sia il mondo d’ignoranzia pregno,
la maestra del tutto, Morte, il mostra.
     Altri si vive in canti e in balli e in giostra,
altri a cosa gentil muove lo ingegno,
altri il mondo ha, e le sue cose, a sdegno,
altri quel che drento ha, fuor non dimostra.
     Vane cure e pensier, diverse sorte
per la diversitá che dá Natura,
si vede ciascun tempo al mondo errante.
     Ogni cosa è fugace e poco dura,
tanto Fortuna al mondo è mal costante;
sola sta ferma e sempre dura Morte.