Pagina:Lorenzo de' Medici - Opere, vol.1, Laterza, 1913.djvu/257

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selva prima 251

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     non potevan vedere: o occhi tristi!
o per me fortunato
tempo, che gli occhi a sí bel sol m’apristi!
Forse ch’io parrò ingrato,
tempo dolce, se viene
da te ogni mio bene,
se il cor per te felice or sol disia
che sanza tempo alcun questo ben sia. —