Pagina:Lorenzo de' Medici - Opere, vol.1, Laterza, 1913.djvu/256

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250 iv - selve d’amore

28

     Contrarie voce fanno un suon suave,
e diversi color bellezza nova:
piace la voce acuta per la grave:
nel negro il bianco la sua grazia trova.
Mirabilmente l’alta bellezza have
fatto che l’un nimico all’altro giova;
l’alta bellezza, ch’ogni cor desia
ed io sol veggo nella donna mia.

29

     Questa sol bramo: e le mie luci ardenti
non fanno in altra cosa alcun soggiorno.
E, come li beati spirti intenti
stanno alla santa faccia sempre intorno,
né posson le celesti pure menti
altro mirar, ch’ogni altro è manco adorno;
cosí quel primo tempo e quel bel luogo
al collo misse un simil dolce giogo.

30

     Sento il mio cor nell’amoroso petto
di mia donna gentil, che cantar vuole,
e, nel laudar quel tempo benedetto,
usar la bella bocca (come suole)
della mia donna a cosí grato effetto,
dolce istrumento al canto, alle parole.
Non può tenersi il cor lieto e felice:
cosí, cantando in la sua bocca, dice:

31

     — O benedetto giorno,
giorno che fusti il primo agli occhi nostri!
che con la luce vera
ogni ombra cacci, e che fussi ombra mostri!
Ombra invisibil era,
ch’agli occhi nostri sempre era d’intorno:
e pur questa vediéno.
e il lume alte e sereno,