Pagina:Lorenzo de' Medici - Opere, vol.2, Laterza, 1914.djvu/27

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1

     Era giá rosso tutto l’oriente
e le cime de’ monti parien d’oro:
la passeretta schiamazzar si sente
e ’l contadin tornava al suo lavoro:
le stelle eran fuggite, e giá presente
si vedea quasi quel ch’amò l’alloro.
Ritornavansi al bosco molto in fretta
l’allocco, il barbagianni e la civetta.

2

     La volpe ritornava alla sua tana
e ’l lupo ritornava al suo diserto;
era venuta e sparita Dïana;
però forse saria suto scoperto.
Avea giá la sollecita villana
alle pecore e ai porci l’uscio aperto.
Netta era l’aria, fresca e cristallina,
e da sperar buon dí per la mattina.

3

     Quando fui desto da certi romori
di buon sonagli ed allettar di cani:
— Or su andianne presto, uccellatori,
perché gli è tardi e i luoghi son lontani:
il canattier sia ’l primo ch’esca fuori,
acciò che i pié de’ cavalli stamani
non ci guastassin di can qualche paio:
deh! vanne innanzi, presto, Cappellaio. —