Pagina:Loti - Pescatori d'Islanda.djvu/147

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A più riprese, in quelle quattro pagine, le dava il dolce nome di sposa, provando piacere a ripeterlo spesso. E anche il solo indirizzo la empiva di gioia: Alla signora Margherita Gaos — casa Moan — Ploubazlanec.

E dire che le restava così poco tempo per chiamarsi: Signora Margherita Gaos!....

Capitolo Settimo.


Durante quei mesi di estate ella lavorò molto. Le Paimpolesi, che da principio non avevano avuto fiducia in quel talento di sarta improvvisata, e che avevano detto che aveva delle mani troppo belle e troppo da signorina, per lavorare, ora si erano dovute convincere che non vi era che Gaud per il taglio elegante e per la manifattura precisa. E così era diventata una delle sarte rinomate.

Il danaro che guadagnava lo spendeva per abbellire la loro casupola acciò Yann la trovasse cambiata al suo ritorno.

L’armadio, il vecchio letto ad armadio, erano stati aggiustati, passati a cera con delle ferrature lucenti; aveva aggiustata la finestrella sul mare, mettendovi un vetro e dei porterini, aveva comperato una coperta nuova per l’inverno, una tavola e delle sedie.

E tutto senza toccare il danaro che Yann le aveva lasciato partendo, e che aveva lasciato intatto in una scatola per mostrarglielo al suo ritorno.

Durante i tramonti di estate, agli ultimi chiarori del giorno, seduta davanti la porta con la nonna Yvonne, di cui la testa e le idee miglioravano molto col caldo, ella lavorava una bella maglia di pescatore per Yann in lana bleu con dei bei bordi alle maniche ed al collo; la nonna Yvonne era stata molto abile, in gioventù, per quel genere di lavoro, e, a poco a poco se l’era ricor-