Pagina:Lucrezio e Fedro.djvu/176

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162 Lib. I. Fav. V.

     5Ne’ boschi a caccia d’un Leon compagne,
     Fero d’un Cervo d’ampia mole preda.
     Ne fa il Leon le parti, e sì soggiugne:
     Prendo, poichè son re, la prima: l’altra
     È mia, perchè son forte: anche la terza,
     10Se vi avanzo in valore, a me si debbe.
     Se alcuno poi contrastarmi osa la quarta,
     Fia che sciagura incontri. In cotal guisa
     Lo sleal tutto il Cervo a se destina.


FAVOLA VI.

Querela delle Rane contro al Sole.


D’un vicin ladro le pompose nozze
     Esopo vide, e a così dire imprese:
          Volea il Sole ammogliarsi, quando altissime
     Strida fino a le stelle alzar’ le Rane.
     5Mosso a cotesta petulanza Giove,
     Ne richiese il perchè. Ora se tutti
     I laghi, una risponde, ei solo asciuga,
     E ardente sete noi meschine uccide;
     Che fia se figli da tai nozze ottenga?