Pagina:Lucrezio e Fedro.djvu/178

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164 Lib. I. Fav. IX. e X.

     Da che fuor di mia gola impune il capo
     Traesti, non se’ paga, e mercè chiedi?


FAVOLA   IX.

Il Passere, e la Lepre.

È Un folle avviso dar consiglio altrui,
     Nè curar se medesmo. In brieve il mostro:
          * Fra gli artigli de l’Aquila una Lepre
     Altamente gemea. Sì la dileggia
     5Un Passere: dov’è tuo lieve corso,
     E come i piedi così tardi avesti?
     Parlava ancora, e lo Sparvier repente
     Lo afferra, e a morte in van gemente il tragge.
     Benchè di vita è sul confin la Lepre,
     10Quasi l’altrui rechi al suo mal conforto:
     Tu che sicuro, dice, mi schernivi,
     Con pari duolo il tuo destino or piagni.


FAVOLA   X.

Il Lupo e la Volpe innanzi alla Scimmia loro giudice.

CH’ ad un, s’è colto una fiata in frode,
     Se poscia dice il ver fe non si presti;