Pagina:Lucrezio e Fedro.djvu/226

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212 Lib. IV. Fav. I. e II.

     Resa inetta una Donnola a raggiungere
     Gli snelli Topi, entro a farina involta
     Per cotal guisa in luogo oscuro giacque,
     Che parea morta. Un Topo esca la crede,
     15E se le avventa: essa lo azzanna, e uccide;
     Così al secondo, al terzo, e ad altri accade.
     Al fin ne vien un che forbito, e lacci,
     E trappole più volte avea scampato.
     Scoprì lunge l'inganno, e fossi, dice,
     20Tu che giacente entro farina io scorgo,
     Salva così come farina sei.


FAVOLA II.

La Volpe, e l’Uva.


Da fame spinta d’alta vite a l’Uva.
     Quanto mai pote lanciasi una volpe;
     Ma coma vide ir ogni sforzo a voto,
     Partì, dicendo, io non la curo: è acerba.
          5*La favola è per tal, che con parole,
     Ciò ch’ottener non può, biasma e dispregia.