Tolto il sipario, terminati i tuoni, 25Qual peregrin costume il vuol, parlato Avean gli’Iddii; allor che il noto canto Al Trombetta s’impone, ed era questo: Ti allegra, o Roma: hai salvo il Prence: Voce Risuona, che il teatro empie di gioja. 30Ad onor suo lo reca il buon Trombetta, Ed a gli spettator’ fa baciamani. L’ordine Equestre il folle error conosce, E con gran risa impone, che s’intuoni Di nuovo il canto: al suolo il buon Trombetta 35Si profonde col volto: a lui fan plauso Con piacevole festa i Cavalieri: Che chiegga la corona il volgo stima; Ma poichè la sua sciocchezza ognun comprese, Candida benda in van la coscia avvolge, 40In van bianca ha la veste, e bianco il piede; Che presolo pe’ crin’, lo caccian fuori; Nè a lui giovaro le onorate insegne, Da cui ne va l’Augusta Casa altera.
FAVOLAVIII.
L’Occasione dipinta.
LIeve il corso, la man di ferro armata, Chioma a la fronte, e capo, e corpo ignudo,