Pagina:Luigi Barzini - Al fronte (maggio-ottobre 1915).djvu/98

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70 aspetti della lotta sull'isonzo


presenza sul nostro fronte. Questi colossi dell’artiglieria hanno gli svantaggi di una mobilità faticosa. Sono i pachidermi della guerra.

Forse gli austriaci contavano sull’effetto morale. Il successo doveva scaturire sopra tutto dal rumore. L’obbiettivo iniziale del mostro fu la stazione di Cormons.

Alla prima detonazione formidabile, che fece sobbalzare gli edifici, nella stazione si credette che fosse scoppiata una cassa di munizioni. Fu un correre curioso di soldati, d’impiegati, che si domandavano: — Com’è successo? Dove? — e la folla si precipitò a vedere. In un punto, sulla campagna, c’era un gran fumo. E tutti via, verso il fumo.

Dissipatasi la nube, si vide a terra una buca larga cinque o sei metri, profonda tre o quattro. Si facevano le più svariate ipotesi. In quel momento, nell’aria s’avvicinò un rombo che si spense in un soffio possente, e subito dopo un’altra nube di fumo, un’altra detonazione profonda, dalla parte opposta della stazione. «Ah, ma sono cannonate!» dissero allora tutti come tranquillizzati. Il mistero era perfettamente chiarito. La cosa diventava naturalissima. Diamine, cannonate in tempo di guerra, niente di più logico. E il lavoro fu ripreso, quietamente, serenamente.

Ognuno tornò al suo posto, con qualche fierezza di sentirsi al fuoco, e la stazione di Cormons continuò a funzionare con perfetta re-