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12 Luigi di San Giusto

sulla via dello sperimentalismo, ebbe pur essa appassionate seguaci, come la famosa Cecilia Gonzaga, cui fu maestro il grande Vittorino da Feltre, come Cassandra Fedele e altre meno note.

Certo «le dolcezze del lusinghier Parnaso» attiravano anche allora le donne più volentieri che le aspre fatiche dell’erudizione; onde il numero delle rimatrici e delle poetesse è assai maggiore di quello delle scienziate.

Che folla brillante di dame e di donzelle fanno a gara per dare la scalata all’Olimpo! Ecco le principesse, le marchese e le nobildonne: Giulia Gonzaga, Isabella d’Este, Costanza d’Avalos, Vittoria Colonna, Claudia della Rovere, Ottavia degli Scaranelli, Maddalena Pallavicini, Gaspara Stampa, Veronica Gambara. Ecco lo stuolo delle borghesi non minore di numero: Chiara Matraini, Leonora Palletta, Laura Terracina, Lucia Bertana, Virginia Salvi, e altre assai...

Ed ecco finalmente le cortigiane, che come le antiche etère sapevano la musica, la danza, il canto, e coltivavano spesso le arti belle e la poesia: la bella Imperia, Veronica Franco, Camilla Pisana e specialmente Tullia d’Aragona, la quale in Ferrara contende la palma della lirica alla nobile e pudica Vittoria Colonna, e che è il tipo più spiccato di quella singolarissima schiera. Non bella, almeno a giudicare da ciò che ne dice il Giraldi, anzi, di statura troppo grande e sgraziata, con larga bocca, lungo naso