Pagina:Maffei - Verona illustrata I-II, 1825.djvu/96

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66 Dell’istoria di Verona

dige circondata distintamente vi nomina1. Ove di tanto rimote età si favelli, così rare son le menzioni che di queste città in antico Scrittor si rinvengano, che non bisogna lasciarsi fuggir senza riflessione la recita che in quel luogo fa il detto Poeta di molte. Osserviamo adunque primieramente, come si segnalò Verona mandando aiuto a’ Romani nel maggior uopo; con che d’altra progenie che Gallica par si mostrasse, preciso carattere de’ Galli, come attesta Livio (lib. 3: proprio atque insito in Romanos odio), essendo stato allora l’odio ingenito verso i Romani: dal che forse nacque che furon gl’Insubri tra que’ popoli, nelle antiche paci ed accordi, co’ quali si fermò che niun d’essi alla Romana cittadinanza fosse ammesso, come da Cicerone si ricava (pro Balb.). Osserviamo in secondo luogo, che se bene non poche città di considerazione erano nella Venezia, come Vicenza, Concordia, Altino e più altre, non altre sperò si nominano dal Poeta, che Verona, Padova, e Aquileia, con Mantova ancora per merito dell’immortal suo Virgilio. Ben da ciò traluce, come quelle tre considerava egli per le maggiori e per le più illustri di questo tratto. Dal modo con che Silio nomina Aquileia e Padova, par ch’ei riputasse principal città de’ Veneti la prima, e degli Euganei la seconda: ma noi sappiamo ch’Euganei e Veneti eran l’istesso; e sappiam di più che Aquileia in quel

  1. Servius ad Æn. 1. 9, v. 679 Athesis Veronam ambiens.