Pagina:Maffei - Verona illustrata IV, 1826.djvu/17

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notizie generali 11

dopo il Po, e cui per la chiarezza delle sue acque fu dato l’attributo d’ameno da Virgilio, e da Ennodio di splendidissimo; l’ampiezza ancora della città, e le varietà de’ suoi edifizj, vengono in molti luoghi a formar prospettive così nobili e così vaghe, che scene non si videro mai meglio ideate. Non lasci però il forastiero di goderle, ricercandole in parli opportune; qual sarebbe dal ponte della Pietra, dal bastion di Spagna, e in più altri luoghi, ma singolarmente sul ponte Nuovo, che può dirsi un incanto dell’occhio: parimente dalla collina, ove si domina ampiamente anche l’esterna pianura; come a dire dal Castello di S. Pietro, dall’alto del giardin Giusti, e da più altri siti, ne’ quali apparisce quanto propriamente cantasse il Fracastoro in quel Sonetto, ch’è nella raccolta del Domenichi:

     Tosca città, che su la riva amena
          D’Adige, a piè del sacro monte siedi,
          Donde fuor l’Alpi e le campagne vedi,
          Dentro gli Archi, il Teatro e l’ampia Arena.


Non è da tacere come la parte montuosa prossima alla città verso ponente e tramontana porta alquanti nomi de’ luoghi contigui a Gerusalemme: come Valdonica, cioè Vallisdominica; Calvario, ch’è il monte di S. Rocco, e compresi ora dentro le mura Nazaret e Betleme: monte Oliveto si disse ancora ov’è il Monastero della Trinità. Furon questi nomi imposti da que’ cittadini nostri che tornarono dalle guerre di Terra santa, nelle quali tanto si distinsero, e furono imposti per aver trovato che la situazione di questi è simile a