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svolglmento della storia d’enrico. 125


siavi figlio che, più d’Enrico, abbia santiticato l’affetto di madre.

La sorella appartenne a quella classe di clonne, in cui la virtù cristiana si manifesta in tutta la sua dignità: educata a’severi principî dei genitori, di cui la sventura ricordava l’amore fortissimo al paese, legavasi ad uomo, che sorti egregie doti di spirito e, quel che più vale, di cuore. Felice nel suo affetto di moglie e di madrè, pose ogni studio a mitigare con l’opra e col consiglio le tribolazioni della gènitrice.

Quando si avvicinava il 1859 col sorriso delle speranze, si rassegnò nobilmente, come al più alto dei doveri, alla partenza del marito pel Piemonte; e montre il suo piccolo Arturo le si avvinghiava alle ginocchia pia* gnucoloso, ella porse la sua lattante bambina al giovane padre,che stampò l’ultimo bacio d’affetto sulle loro fronti per cadere poscia a San Fermo, soldato di Garibaldi.

Due volte sole fu dato ad Enrico di visitare la madrè e la sorella: la prima, all’epoca del matrimonio di questa; la seconda, nel 1860, per mitigare la sventura della cruda sua vedovanza. Onde nella sua famiglia’ l’amore di patria, oltre la morte del padre nelle segrete di Josephstadt, causè la rovina degli interessi domestici, disfece la madrè riducen-