Pagina:Maineri - Ricordi delle Alpi.djvu/156

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
152 ricordi delle alpi.


i bicchieri, alla salute d’Italia e.... del gobbo, mentre il tamburo chiamava raucamente i militi alla partenza. — Una mezz’ora dopo, la quiete era tornata nell’osteria, e nell’umile terricciuola tutto era silenzio e obblio....

XVII.

Bellezza di stelle.

È notte. Siamo sul ponte del'Adda, soffermati a udir il misterioso brontolar delle acque, che volgonsi gravi, solenni: di quando in quando nel ripercuotersi dell’onda pare vengano voci, sibili, fischi; poi tutto è silenzio, nè c’è che l’aere, che frema o susurri. Corne si respira bene! dappertutto calma; non più campanili, nè case biancicanti, nè belle distese boscaglie; ombre, penombre, tenebra fitta. La natura riposa.

Un azzurro di cielo limpidissimo; il cielo delle Alpi: quante sono le stelle che ingemmano quella superficie infinita? Da quante miriadi di anni o di secoli hanno esse cominciato a salutare il creato? Chi abita quei mondi: chi li governa? Una mistica luce piove dolcemente da quei corpi e solleva l'animo a ineffabili sussulti d’amore. Brillano brillano, e.... parlano.