Pagina:Maineri - Ricordi delle Alpi.djvu/36

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32 ricordi delle alpi.


Però il cuore, il senno e la borsa di lui ci hanno sempre assistito da veri amici; e posso dire di non avere trovato fior d’uomo come quello. Voglia sempre il Cielo ricambiarlo degnamente, poichè non m’è dato far per lui altro che de’ voti.

Giunta la coscrizione, Zino non comparve: doppia sventura; l’Austriaco non ci voile perdere, e per Zino ci rubò Cecco, che fu a suo tempo mandato in Boemia.

Vedete un po’, se mi sono fioccate addosso come una vera maledizione!

Un anno dappoi, il mio piccolo Tonio diè nel tisico; si fece magro come una candela, e una sera del dicembre..., una brutta, ben brutta sera!...

Qui il vecchio diede in uno scroscio di pianto, che mi schiantò il cuore, e due grosse lagrime scivolarono giù anche a me, che gli dissi: — Eh, via! nonno Brogio, che volete mai? la sventura visita tutti in questo mondo: perchè perdervi d’animo? non sapete, che il pianto non rimedia a niente?

— Quando si è padre! rispose il vecchio asciugandosi con la destra le lagrime; se sapesse la bella figliuolanza ch’era la mia! ma.... pazienza! sì, pazienza!...