Pagina:Maineri - Ricordi delle Alpi.djvu/40

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36 ricordi delle alpi.

come tutte le donne — finivano per aggravarla, dando nelle solite lagrime.

In fine mia moglie buttossi a letto, dove giacque per più d’un anno: ogni giorno la miseria cresceva, perchè il lavoro mancava e i bisogni si raddoppiavano. Oh, quanti sacrifizi non ci toccarono a quei giorni! fortunatamente nella peggiore distretta il signor Rienzo era sempre lì, vero angelo di soccorso.

Finalmente la mia donna si rimise alquanto in forze; ma, per quanto si facesse, restè sempre una cosa da speziale. — È vero, che si potè andare innanzi con meno angustie di prima; ma figuratevi qual vita fosse la nostra con Zino bandito e Cecco al servizio dell’Austria! E tutte le disgrazie si fossero fermate li! me ne sarebbe rimasto da ridere. E pure, lo credereste?

Un bel giorno (erano già due anni che Cecco stava a soldo) mi giunge una lettera, di quelle che vi straziano il cuore con dolori d’inferno. In essa il povero mio figlio mi narrava ch’era allo spedale di Praga tutto lacero nel dorso.... per patita bastonatura....

I dannati dell’inferno non credo soffrano come sofferse allora Brogio! Sor Rienzo, che mi aveva letto e spiegato quel foglio fatale, si prese il caritatevole incarico di comunicarlo disforme dal vero alla famiglia; ma il mio