Pagina:Maineri - Ricordi delle Alpi.djvu/52

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48 ricordi delle alpi.


Finalmente su quello sferoide nascente si alzarono colli, massi l’un l’altro sovrapposti, montagne; e quelle acque si tinsero d’un bell’azzurro consolatore, che era vero sorriso alla vôlta soprastante del firmamento, in cui per altro nessun astro era sorto ancora a cominciare la eterna sua danza. — Il sole solamente pioveva i primi raggi sulle novelle manifestazioni della materia, a cui dovunque era seme vitale la virtù delle acque elementari.

Com’era bello in quest’istante il mare! Nessuna insidia s’era ancor tesa alla libera famiglia dei natanti; nessuno schifo maledetto spinto dalla sete avara dell’oro, o dal vento dell'ambizione a recare a’ popoli lontani le catene dello schiavo; nessuno a fabbricare spaventose città galleggianti per disputarsi sull’instabile e indomito elemento il dominio dei mondo!

Com’era bello quel primo mare sotto i riflessi di quella luce prima! E quelle acque quiete, lievi, o appena crespanti, che spiravano un indistinto murmure, arcana e mi-

    rietà di principi: esse non sono altro, che il natu~ raie avvicendarsi d’immagini in quella momentanèe inapressione su me prodotta dalle acque, che stavo osservando.