Pagina:Malombra.djvu/326

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voluttuosa. Si rivide nella lancia Saetta, fra le grandi onde accorrenti, in faccia a Marina che gli piegava incontro il viso, disegnandosi sul chiarore abbagliante del lago sfolgorato dietro a lei dai lampi. Ne sentì i piccoli piedi appoggiati a’ suoi. La fredda chiesa piena di tedio s’intepidiva, si ravvivava; era un acre piacere fissare le pietre ascetiche, trarne questa luce, questo calore dei sensi, conoscer la voce dolce e forte del tentatore; abbandonarsi a lei. La fantasia correva ad altre imagini febbrili. Marina era con lui, non più fra le onde, ma nella sua stanza del Palazzo, gli diceva «finalmente!», gli prendeva la mano, lo traeva a sè sorridendo con un dito alle labbra, nella notte profonda...

Si alzò e uscì di chiesa, vacillando. Dio gli aveva risposto.