Pagina:Malombra.djvu/400

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— Lo credo. Il mio dovere sarà poi di giudicare se e quando la lettera debba essere consegnata. Sieda al mio posto.

Edith sedette tacendo, prese la penna con mano ferma e guardò il curato.

Gli occhi di lui presero un’espressione solenne, la fronte diventò augusta.

— Non so di queste cose — diss’egli commosso — ma ho sempre avuta l’idea che invece di un legame di passione, santificato o no, vi possa essere fra due anime veramente nobili, veramente forti, un altro legame d’affetto, santo in se medesimo; un amore, diciamo pure questa parola tanto grande, interamente conforme all’ideale cristiano dell’intima unione fra tutte le anime umane nella loro via verso Dio. Arrivo a dire che non v’è sulla terra niente di più bello di un legame simile, benchè il legame coniugale sia sacro ed abbia un significato augusto. Ella vuol fare questo sacrificio a suo padre; sia; ma perchè svellersi dal cuore anche la memoria della persona che Le fu cara? Perchè rinunciare a un sentimento vivificante che Le fa desiderare il bene temporale ed eterno di questa persona quanto Lei stessa? Perchè l’altra persona non potrebbe serbare un sentimento simile verso di Lei, sì che ambedue, sapendo l’uno dell’altro, battessero vie diverse nel mondo e compiessero i propri doveri con questo gran vigore nel segreto dell’anima? Scriva così, scriva così.

— Lei è un santo — disse Edith. V’erano sul suo viso e nella sua voce dei tristi ma.

— Io sento bene — soggiunse — la bellezza di questa unione, ma gli basterebbe, a lui? Non combatterebbe poi con tanta maggior violenza il mio proposito, non mi porterebbe a cimenti dolorosi?

Don Innocenzo rimase mortificato. Sentiva di conoscere il mondo tanto meno di lei, di non poter sostenere la discussione; ma il suo convincimento rimaneva.