Pagina:Manuale di economia politica con una introduzione alla scienza sociale.djvu/211

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[§ 145-147] conc. gen. dell’equil. econ. 201


Di tale equilibrio non c’era esempio nei casi della fig. 18. Paragonando poi il caso (β) della fig. 18 al caso (μ) della fig. 23, si vede che le condizioni di stabilità dell’equilibrio sono precisamente inverse per (β), cioè pel baratto e la produzione con concorrenza incompleta, e per (μ), cioè per la produzione con concorrenza completa. Segue ciò perchè nel caso (β), la linea h k essendo linea di baratto (o di massimo utile) gli individui ai quali essa si riferisce ci stanno per loro deliberato volere, mentre nei casi (μ) e (π) la linea h k essendo linea delle trasformazioni complete, gli individui ai quali si riferisce ci sono cacciati solo dalla concorrenza.

146. Nel caso (β), chi stava in h rimaneva fermo, perchè chi sta bene non si muove; onde il movimento seguiva solo per opera del consumatore, avente per linea dei baratti c d, e che voleva andare in c. Nel caso (μ) invece quel movimento segue per opera di chi stando in k vorrebbe stare meglio, e quindi tenta di spingersi sul sentiero k c. Nel caso (β), l’equilibrio in d è possibile, e ci allontaniamo per opera di chi vorrebbe andare in k; nel caso (μ), non è possibile fermarsi in d, perchè i produttori perdono, si rovinano, spariscono, onde siamo ricondotti in l.

Abbiamo descritto il fenomeno come segue a lungo andare. Temporaneamente è possibile che i produttori stiano per un poco di tempo in perdita.

147. Vediamo cosa segue quando il numero dei produttori opera sugli ostacoli.

Supponiamo che gli assi pei produttori essendo mo, mn, le linee di indifferenza siano s, s',...; e che la linea dei baratti dei consumatori sia cd. Se vi è un solo produttore, egli si fermerà all’intersezione l della linea dei baratti e della linea h k