Pagina:Manuale di economia politica con una introduzione alla scienza sociale.djvu/231

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[§ 196] conc. gen. dell’equil. econ. 221

due merci; occorre ora discorrere dell’equilibrio di un numero qualsiasi di individui e di un numero qualsiasi di merci.

Nel presente capitolo ci limiteremo a considerare il caso generale dell’equilibrio pei fenomeni del tipo (I), con concorrenza completa.

Supponiamo di essere giunti allo stato di equilibrio, cioè di essere giunti al punto in cui si trasformano, col baratto o altrimenti, indefinitamente, certe quantità di merci, aventi certi prezzi, e cerchiamo di determinare quelle quantità e quei prezzi. Graficamente quel caso è rappresentato da (γ) nella fig. 26, con che s’intenda che l’operazione indicata da (γ) si ripeta indefinitamente. Un individuo qualsiasi, per esempio, baratta 10 kg. di pane contro 5 kg. di vino, giungendo così ad una posizione di equilibrio, e ripete indefinitamente quell’operazione.

Nel tipo (I) l’individuo si lascia guidare solo dai proprii gusti, accettando i prezzi del mercato come li trova. Perchè i gusti suoi siano soddisfatti dal baratto accennato, occorrerà che all’individuo non giovi andare al di là, nè stare al di qua. Il prezzo del vino in pane è 2. Se l’individuo seguita il baratto e da ancora 10 gr. di pane, riceverà 5 gr. di vino. Se l’ofelimità (o l’indice dell’ofelimità) di quei 10 gr. di pane fosse minore dell’ofelimità di quei 5 gr. di vino, all’individuo gioverebbe aggiungere quel baratto a quello già compiuto di 10 kg. di pane contro 5 kg. di vino. Se l’ofelimità di quei 10 gr. di pane fosse maggiore dell’ofelimità dei 5 gr. di vino, all’individuo gioverebbe di non barattare tutti i 10 kg. di pane contro i 5 kg. di vino, ma di barattarne solo 9 kg. 990 contro 4 kg. 995 di vino. Dunque, se l’ofelimità di quei 10 gr. di pane non deve essere, al punto di equilibrio, nè maggiore nè