Pagina:Manuale di economia politica con una introduzione alla scienza sociale.djvu/278

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268 i gusti [§ 62-65]

di indifferenza. Questa linea seguita poi da a in β. In n, l’individuo avrebbe a sazietà della B, in β ne ha un poco meno; quella differenza di piacere tra l’uso di o n e l’uso di o β, è quella stessa che prova l’individuo tra il potere usare solo B e il doversi contentare di usare solo a b di B e o b di A.

Se l’individuo ha o h di B, che baratta per A, col prezzo di A in B dato dall’inclinazione di h c su o A, egli domanda o k di A; e con un prezzo minore, dato dall’inclinazione di h c', domanda una quantità maggiore o k'.

63. Nel caso estremo di due merci A, B, di cui l’una può sostituire l’altra in una proporzione sempre la stessa, per esempio se 4 di A equivalgono sempre a 3 di B, le linee di indifferenza sono rette inclinate in modo che o a sta ad o b come 3 a 4. Movendo da a, la linea dei contratti è la stessa linea retta a b.

64. Se abbiamo un certo numero di merci A, B, C,..., possiamo supporre, per un momento, fissare i prezzi di B, C,..., e ripartire tra quelle merci una certa somma di moneta. Quella somma di moneta diventa, in tal caso, una merce che possiamo paragonare ad A; e così possiamo estendere a molte merci l’uso delle figure grafiche.

65. Le curve di indifferenza tra quella somma di moneta e la merce A avranno spessissimo figura analoga a quella della fig. 37. Su o Q si portano la quantità di moneta; su o A le quantità della merce A. Dai punti q', q, q'' si tirino le tangenti q' m', q m, q'' m'' alle curve di indifferenze. Queste