Pagina:Manzoni.djvu/15

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prologo. 13

nobili esempi ed eccitamenti che in parte servirono, in parte avrebbero dovuto servire a noi per animarci nel sentimento del nostro dovere e per educarci alla virtù del sacrificio. Era dunque, o almeno parevami, che fosse debito nostro servire d’anello ideale fra la generazione che passa e quella che viene, portare virilmente ai giovani la parola de’ vecchi; e, non credendo di potere far meglio, incominciai da Alessandro Manzoni. Ma quale non fu il mio stupore, quando, messomi intorno a cercare se esistessero biografie italiane del nostro primo scrittore vivente, in un secolo pur così prodigo di biografie, dovetti, con molta confusione, rinunciare alla speranza di trovarne alcuna e provarmi a tentar da me solo con le notizie del Fauriel e del Loménie, con gli sparsi articoli di critica letteraria, con le onorevoli disperse testimonianze degli amici a ammiratori del Manzoni, e con una nuova lettura delle sue opere, la prima biografia del grande Poeta milanese! La cosa parrebbe incredibile, se non fosse vera.

Morto il Manzoni, il 22 maggio dell’anno 1873, in età di ottantotto anni, quel primo saggio biografico ebbe naturalmente la buona fortuna di servire come addentellato ad altri, che lo resero presto insufficiente; seguirono pertanto nuove spigolature e nuove biografie, tra le quali convien ricordare quelle di Vittorio Bersezio, Giulio Carcano, B. Prina, F. Galanti, Antonio Stoppani, A. Buccellati, Carlo Magenta, Carlo Romussi, Giovanni Sforza, Salvatore De Benedetti, Felice Venosta, Nunzio Rocca, Antonio Vismara; Carlo Morbio e Cesare Cantù tutte diversamente pregevoli per la