Pagina:Marinetti - Il tamburo di fuoco.djvu/64

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Quando il vento tace,
il mio cuore non ha pace.

Scorge ad un tratto Lanzirica, e getta un grido di paura.

Ah! sei tu, Lanzirica! Ho il terrore dei serpenti.

Lanzirica.

Non temere. Ho acceso intorno dei roghi di zilah, il cui odore basta a fugare i serpenti. Povera Mabima! Costretta a vivere senza la tua fedele Fatima!

Mabima.

Disgraziata! Come strillava! Non voleva abbandonarmi. L’avranno sgozzata!

Rimane pensosa.

Lanzirica.

Vuoi che ti serva io? Ti ho portato molte cose buone. Ho assaggiato tutto. Un pezzo di antilope. Mangia. E anche questa è saporita. È la punta di una proboscide di elefante. So come fu cucinata dai Giuma. Anzitutto, essi scavano un buco e lo riempiono di legna

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