Pagina:Marinetti - Il tamburo di fuoco.djvu/76

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Mabima.

Taci! La tua voce m’incatena. Non voglio sentire. Va! Va!

Lanzirica si allontana da Mabima e si corica a pochi passi dalla tenda. Si ode un tam-tam precipitato, poi un canto negro molto ritmato.

Canto negro.

Gbákun Gbákun
Dékun Dékun
Gálin Gálin
Balafon.

Entra Kabango. Lo segue un santone negro disseccato, dal viso lucente di lebbra, le mani nere accartocciate e la fronte oppressa da un enorme serpente di legno nero arrotolato. Poichè è cieco, egli si fa guidare per mano dai tre grandi Feticcieri negri delle Messi, della Guerra e della Virilità. Questi, pelle e vesti zebrate di rosso e giallo, seguono Kabango facendo il giro della capanna di Mabima. Entra in scena una fila di negre, ognuna con le mani posate sulle spalle dell’altra, trascinando i piedi in cadenza con grottesca e ostentata solennità. Questa fila indiana fa pure il giro della

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