Pagina:Marinetti - Il tamburo di fuoco.djvu/82

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Mabima! Ho iniziato la realizzazione del mio sogno. Risanerò la foresta; guarirò i Giuma.

Mabima

con tenerezza.

Io ti ammiro. Vedo con gioia propagarsi la luce del tuo genio e il calore della tua bontà. Ma dimmi: quale nuovo tormento ti agita? Non temi da consumare la tua vita per ridare la vita a quei malati? Sono tutti divorati dal male, ma ne godono! Non vogliono guarire! Vogliono agonizzare nella febbre inebriante e visionaria che li distrugge. Sono felici di essere spodestati e vinti dai serpenti. Comprendo la loro agonia; mi abbandono anch’io, a poco a poco, al voluttuoso oblio di tutto. Vivo anch’io nell’ombra morbida e vellutata del meravigliante fantasma azzurro che visita ogni notte la foresta: il Ricordo. Non temo più i serpenti. Mi amano e mi difendono. Non temo più la febbre visionaria. Sono una languida febbre d’amore che ricorda i molti tuoi baci passati e ne invoca ancora tanti, tanti.

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