Pagina:Marinetti - Il tamburo di fuoco.djvu/85

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vi alla carne di Kabango! Assorbite la sua essenza umana!

Frusciatori, Ronzatori Gorgogliatori.


Ascolta, ascolta, Kabango! Il tuo cuore ronza come un alveare. Le tue vene sono gare di frulli, trilli, garriti, pigolii e cinguettii. I tuoi muscoli si mutano in ghirlande di lilla, acacia e caprifoglio. Il tuo pensiero pullula come un’acqua fresca che disseta, ma non ragiona. Kabango, distenditi per terra. Vicino a te Mabima profuma l’aria con le sue rose. I suoi capelli sono morbidissimi ciuffi di vaniglia. Ora la tua carne non è più che un vellutato formicolio che ondate di piacere pacificano a poco a poco. La tua anima umana ha un borbottio sonnolento di bimbo in fasce. Ecco... Sei già assorto nel placido ondeggiamento della foresta...

Fiuta la tua pelle. Non ha più l’odore acido e caldo della carne, ma l’effluvio frescacido delle linfe. Sei diventato una galanteria di foglie e fiori offerta alla brezza tua, Mabima, odorosa che ti avviluppa. Il lieve ansare del


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