Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/199

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ma entra nella casetta che subito splende di luce rossa. Serena riprende con voce normale rivolto alla lava) Ora ci tirano addosso con tutte le batterie. Anche i lunghi cannoni del sole sparano! Corriamo alle feritoie! I negri sono sotto. Sparate basso! Perché rallentate il fuoco? Non avete più munizioni? Accidenti! Il tramonto ci mitraglia in faccia le prime stelle atroci. Salgono i carri delle costellazioni con nuove munizioni di luce! Nuove scariche di sabulite, velenite, impazzite! Attenti! Al mio segnale verrete tutti fuori dietro di me. Beco! Ecco! Non si può più tardare! Fuori! Fuori! Seguitemi!

Serena dopo la controscena che accompagna queste frasi si slancia nella breccia e scompare. Il rumore di catene della lava marciante dura un minuto. Poi dalla cresta del muretto di destra piomba giù un sacco pieno, seguito da un secondo sacco, pochi secondi dopo. Passi veloci poi rumori di due uomini che si arrampicano. Compaiono sul muretto due contrabbandieri; spiano a destra e a sinistra, si lasciano scivolar giù; poi rimangono per pochi secondi appiattati immobili. Un vocio e un ticchettio d’armi nel noccioleto dietro il muretto li fa sussultare. Un pugno formidabile scuote la porticina di destra. Subito dopo sempre sullo stesso muretto compare un doganiere armato di fucile. A cavallo sul muretto il doganiere punta col fucile uno dei due contrabbandieri.

Il doganiere

Alto le mani! Avete approfittato dell’eruzione per svaligiare il casello daziario! Bravi! Bravi! Il luogo è scelto bene! Non avete paura della lava voi! (Apre il sacco) Tabacco... Tabacco... Apri questo altro... Cocaina... E quell’altro?... Pure cocaina... Va bene.

Sipario

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