Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/238

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Terza sintesi

LA PRUA

A destra e a sinistra i due parapetti che si uniscono in fondo formando il palco triangolare della prua. Dietro la prua altalena l’orizzonte-oceano d’oro argento schiumoso. Seduta su un ammasso di cordami, il busto eretto, S. A. Simonetta legge ad alta voce circondata dai passeggeri di III classe, vecchie, madri, ragazzi e marmocchi sbracati e in maniche di camicia coricati sull’impiantito e nelle seggiole a sdraio. Pomeriggio di sole con buffi di vento torrido e veloci grovigli di vapori neri.

S.A. Simonetta

leggendo:

«Il Lebbroso gemeva. Gli angoli della sua bocca scoprivano i denti, un rantolo veloce gli scuoteva il petto e il suo ventre si scavava sino alle vertebre ad ogni respirazione.

Poi chiuse le palpebre.

Sento del ghiaccio nelle ossa! Vieni vicino! Giuliano alzò la testa e si coricò sulle foglie morte vicino a lui, fianco a fianco. Il Lebbroso voltò la testa.

Svestiti, perché io senta il calore del tuo corpo!


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