Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/274

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S. A. Simonetta

Non è stata una carcassa di nave, né uno scoglio... La prua del «Dante» urtò contro un duro pensiero di Dio... (Lungo silenzio) Dio, sì, Dio ha voluto tuffarci un attimo nei terrore della morte per poi ridarci la vita... Servirà questa lezione divina?...

S.A. Simonetta esce.

Il capo macchina

entrando a Palumbo:

Lo sbandamento si è fermato da due minuti.

Palumbo

Penso che si potrà riprendere fra poco una marcia lenta coi nostri mezzi. Cosa ne dite voi?

Il capo macchina

Sono del vostro parere. Scendo e aspetto i vostri ordini.

Dorville

a Palumbo che affacciato al parapetto appare, per lo sbandamento della nave, profilato in nero sui vasto tremolio argenteo dell’oceano:

Lei, comandante, non deve, torturarsi. Nessuna colpa può esserle imputata. Si tratta evidentemente dì una imprevedibile carcassa di nave morta incontrata in una nebbia fittissima. D’altra parte lo squarcio del «Dante» non è grande. Tutto procede con ordirne perfetto.

Si scorgono le barche che si allontanano ordinatamente e con tutte le pale dei remi alzate a tempo.

Guardate. Che bel corteo... Ma però, in testa... Vedo una cosa strana...


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