Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/291

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MUSODURO

sedendosi al tavolo e prendendo la penna:

Guarda bene, Perlina, e dimmi tutto, tutto ciò che vedi, minuziosamente.

Perlina

Il Saraff Abdul picchia un ragazzo che piange e lo ingiuria. Che vile! Il padrone del Bar è caduto sotto il tavolo.

Floflò

scarmigliata, avviluppandosi in uno scialle:

Hai sentito? Perlina, vado giù a vedere. Credi che sia male? Cosa dirà lui? (Indicando Musoduro) Certo hanno ammazzato un uomo.

Musoduro

ridendo:

Un uomo o una donna!... O un terzo sesso. (Un silenzio) Perlina, cosa vedi? Io scrivo. Dimmi cosa succede nella strada. Non alterare la tua voce. Sai che i fatti si deformano di bocca in bocca si capovolgono e diventano irriconoscibili.

Perlina

La mia voce non muterà mai di tono. Nella birreria entra ora un poliziotto. Una legnata gli piomba sulla testa, ma egli la schiva. La prende, invece, in faccia un cameriere che porta un tavolino. Il giannizzero del consolato italiano fa da battistrada alla polizia. Ingiuria e minaccia col bastone alzato. Sembra un sais. Si accendono molti lumi dietro le musciarabie delle finestre. Il piccolo venditore di pane di datteri piange; gli hanno vuotato la sanieh senza pagarlo.

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