Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/33

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Bagamoio

Oggi, a Bembe, si dà la caccia agli scorpioni neri nelle casse, sotto le stuoie, e si rafforzano i muri contro il vento.

Kabango

Vi è sempre uno scorpione che nessuno prevedeva.

Lanzirica

Quelle nuvole striate di zolfo che corrono all’orizzonte sono figlie del Simun. E’ lui che straccia in cielo quelle tende di negri. Tutto danza! Le dune sono prese dal delirio. Si scavano convulsivamente come il ventre di una ballerina bruciata dal desiderio, che invoca il maschio.

6 Sibilatori e 6 Ululatori.

Maledetto vento, ladro di cammelli e di tende!... Povere palme torturate della mia oasi lontana! Certo la sabbia è già salita alla gola degli alberi e li soffoca...

Una pausa.

Guardate come smania Mabima! Sembra quasi ebbra!

Bagamoio

Occupati di te, che sei piú floscio di lei. Se temi d’ingoiare la sabbia, chiudi la bocca una buona volta, femmina! Ho i capelli incipriati di sabbia. Ti piaccio? Mi vuoi come tuo poeta o tuo sposo?

Sghignazzando.

Mabima

agitatissima:

Kabango! Kabango! Làsciati guidare nella foresta! Se ci fermiamo, il sole e la sabbia ci divoreranno! Ma se il tuo destino è di proseguire nel deserto, baciami e va.

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