Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/337

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Mario Applausi

svegliandosi di scatto:

Su! Avanti! Venite avanti, attori e attrici... Reciteremo qui... E’ un palazzo un po’ sfasciato ma pieno di comodità. Lo scricchiolìo dei tarli martella i secondi. Le loro digestioni e i loro sonni segnano le ore... Quella botola ancora affannata di vendette medioevali ci servirà da buca di suggeritore. Siete pronti? Incominciamo. (Al caratterista) Tieni la testa alta. La bocca aperta! Ricordati che parli al popolo dal balcone di una reggia. Ma, non così! E’ inutile insistere. Tu non capisci la Poesia! Mastichi immagini e metafore, faticosamente come torroni!... E voialtri idioti senza memoria, che cosa fate lì curvi e magnetizzati dalla buca del suggeritore? Andate via! Ne ho abbastanza! Andate via! Io, il sempre applaudito, non voglio giocare la mia gloria appoggiandola su degli ignoranti come voi!

Il caratterista

Calma! Calma! Ce n’andiamo, lietissimi di non recitare più le tue astruserie pazzesche!

Esce seguito da attori e attrici. Resta in scena Mario Applausi e l’Ingenua.

Mario Applausi

Finalmente si respira. (All'Ingenua) Sbrigheremo tutto noi due. Immaginiamo che in ogni angolo buio vi sia un buon attore. Ognuno rappresenterà un tuo pretendente. Tutti innamorati. Tu al centro ascolti il loro amore, ardi all’inteno, senza manifestarlo troppo. Di tanto in tanto una tua lagrima solcherà, ecc. Cosi, a bagnomaria, cuocerai d’amore.

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