Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/338

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L’ingenua

Ma io sono una ingenua! Non so nulla dell’amore.

Mario Applausi

Come? Come? Non sai amare? E’ impossibile. Il tuo corpo manifesta i languori ingegnosi delle celebri innamorate del passato, del presente e del futuro. Via, non esagerare la tua parte d’ingenua. Se avessi tempo, un quarto d’ora, cinque minuti, ti amerei e cosi, sotto di me, impareresti a recitare brillantemente l’amore. Dolce risacca d’un petto sospirante sotto la ghiaia dei ricordi. Lenti gabbiani del rimorso. Sale del peccato. Tremare. Arrossire. Sbiancare. Aghi della lascivia. Sguardi che s’arrampicano nel cielo del letto. Jungla di desiderio. Afa umida della carne. Trapano della foia. Salive beate. Un bacio durato 3 ore e ½. Saldatura di labbra lacrimogene. Estasi. Braccio incastrato nella schiena. E’ la mano tua o la mia? Quadrilabialismo! Bibocca divina! Non vuoi amare cosi? Non sai amare cosi? Ti do un consiglio. Slanciati nella vita e visitala tutta in profondità e intensità. Poi torna da me vissuta, molto vissuta.

L’ingenua

Ho capito. Volete dire vissuta come certe poltrone che hanno subito molte pigiature di gioia e molti crolli di dolori plumbei.

Mario Applausi

Chi ti ha insegnato questa frase poco ingenua?

L’ingenua

Frase naturalissima sulla bocca della figlia d’un mobiliere. Sa lei come si fa a diventare una poltrona di valore?

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