Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/561

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poiché ero fuso colla mota, assopito e beato... Gli acciai delle bielle tentarono ma non poterono unificare i loro brilli coi lustreggianti riflessi della laguna, certo invidiando la mia immobilità imperiale. Tengo, ben inchiodati nelle pieghe della mia pelle, i miei insetti consanguinei che vorrebbero, con salti e morsi, rinnovare i fasti indecorosi dell’automobilismo e dell’aviazione defunti...

Si strascina via lentissimamente.


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