Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/574

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


Sesta sintesi

LA PIU’ BELLA MOLLENTE

bellissimo idolo semivivo in barella, parla sospirosamente senza aprire le labbra:

Non invidio Vif-Glin e i suoi amori. Chi si contenta gode. Ariella è il tipico amante che sciupa estenua e imbruttisce una bella donna. Diooo! Quante brutte ferite in quei brevi minuti di combattimento! Mi sono fatta portare via lontano dal fuoco e dai colpi. Le ginnastiche dei cuori e dei sessi mi fanno schifo. Godo la nobile tiepida immobilità delle mie curve e delle mie ondulazioni affusolate. Tutto è mirabilmente tornito levigato e cesellato in me. Ammiratemi, elementi della terra del mare e del cielo! Raffinai la mia bellezza, un tempo, per un amico Mollente. Ma questo addormentatosi, volli esasperare l’invidia delle amiche. Oggi mi invidio, sola, e mi eccito, sola, placidamente, castamente. Il solito ipercritico Mollente mi scongiura di camminare per non ingrassare... Giammai! Tengo troppo alle mie elegantissime caviglie. O cari imbalsamatori della Città Trapassata, venite! Fra poco il mio cuore inutilizzato si spegnerà di noia. Ho da tempo incominciato la mia auto-imbalsamazione. Occorrono soltanto alcuni ritocchi e un supplemento di sale Uuuff!!!

Sipario


573