Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/64

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scic! Maledetta foresta tignosa, pidocchiosa, piena di vaiuolo nero e di colera! Benedette le strade salubri del deserto!

Cambiando voce, come per una subitanea sorpresa:

Kabango, vieni! Guarda!

Kabango si avvicina alla capanna.

Due serpenti! Guarda! Si sono annodati sulle corde. Non cedono. Sembrano d’acciaio!

Mabima

Uscendo dalla capanna dietro a Lanzirica, al quale si aggrappa con moti convulsi:

No! No! Rendimi le pelli sacre!

Ma il terrore dei serpenti la ferma; e rimane perplessa, con gli occhi fissi su Lanzirica, che nasconde il Sinrun sul petto, fra le pieghe della sua galabieh.

Bagamoio

con un balzo indietro:

Guàrdati alle spalle, Kabango! Altri serpenti tra i rami ti minacciano! Col calcio del fucile li ucciderò.

6 Frusciatori.

Kabango

Siamo assaliti da tutte le parti. Lassù! Sono centinaia! Maledetto buio! Tutti gli alberi ne sono pieni! Non si vede più il cielo fra i rami. Siamo sotto una vòlta di serpenti! Bagamoio! Presto! Cerchiamo un varco!

Bagamoio

Tra le agavi e i cactus. Ho trovato! Sono sicuro. Non si sono ancora allacciati. Ne ho già uccisi tre col calcio del


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