Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/63

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Bagamoio

feroce.

Temo molto di piú quell’astuccio d’argento che porti alla cintura come una pistola, e contiene un inchiostro falso come il tuo sangue!...

a Kabango:

Lanzirica mi odia perché sono un ignorante. Pretende che ci si può fidare dei Giuma. Io sono convinto che tu non debba fidarti di loro. Nulla mi sfugge, Kabango! Credimi, essi congiurano contro di te! Ho visto poco fa i loro capi, appiattati lí, nella casa abbandonata. Dicono che tu hai portato nuove febbri, chiuse nelle ghirbe. Ti uccideranno, Kabango. Non passare la notte in questo luogo. Partiamo subito. Sorreggerò io stesso Mabima, e quando sarà stanca la porterò io stesso sulle mie spalle.

Kabango

rimane pochi istanti assorto, poi con voce lenta:

Credo in te, Bagamoio.

A Lanzirica:

Taci! Partiamo, Bagamoio!

Bagamoio

comincia a raccogliere i sacchi mentre Mabima entra nella capanna seguita da Lanzirica.

Conviene far presto, prima che la luna scompaia. Seguiremo la pista degli elefanti.

Trattenendosi per non balzare dalla gioia:

Felicità! Felicità! Sono un po’ ebbro per la gioia di andar via. Ho finito di lottare con le mosche furú. Non voglio — per Allah! — morire gonfiato e tatuato dal croco e dalle pulci

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