Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/62

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

sostituirebbe per me una città. Per Lanzirica, che è un sognatore imbelle, potrebbe tener luogo di sposa, con le sue svariate carezze per la pelle e coi suoi scintillíi di pupille amorose. Io posso concedere a questo tappeto una sola delle mie notti, poiché preferisco appoggiare la testa sulle pelli del Sinrun.

Un grido lacera la penombra verde.

Kabango

scatta in piedi, fuori della capanna:

Chi è che urla cosi? Bagamoio, dove sei? Bagamoio! Bagamoio!

Gira rapidamente intorno alla capanna e si ferma stupito davanti ai corpi di Bagamoio e Lanzirica, stretti in una lotta feroce.

Che fai, Bagamoio? Férmati!

Lanzirica si sottrae agilmente, carponi, alla ferocia di Bagamoio.

Bagamoio

si rialza deluso, esitante, fissi gli occhi su Mabima che lo guarda spaventata. Egli sembra spinto dalla propria devozione a denunciare l’amore di Lanzirica per Mabima, ma si trattiene.

Non andare in collera, Kabango. Avevamo una questione antica da chiarire! La chiarirò un’altra volta.

Lanzirica

a Bagamoio:

Ippopotamo fangoso, speravi di capovolgermi come una piroga!

Cupo, mostrando il suo pugnale a Bagamoio:

Non dimenticare il succo dell’euforbia velenosa! E’ tutto per te.


61