Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. I, 1975 – BEIC 1869702.djvu/312

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127.Ma poco stante, si dilegua a volo
la caccia, e nova effigie il Palco prende,
perché, librato in un volubil polo,
se stesso in su quel cardine sospende,
lo qual in giro, e ben confitto al suolo,
volgesi agevolmente, or poggia, or scende,
e ’l mobil peso suo portando intorno
viene alfine a serrar corno con corno.

128.Come congiunti in un sol globo il Mondo
duo diversi Hemisperi insieme lega,
per l’Orizonte, che dal sommo al fondo
la rota universal per mezo sega:
cosí l’ordigno che si gira in tondo
vari teatri in un teatro spiega;
se non che dove quel n’abbraccia duo,
questo piú ne contien nel cerchio suo.

129.Sí che quantunque volte un novo gioco
agli occhi altrui rappresentar si vole,
fa mutar faccia in un instante al loco
l’orbicolare e spaziosa mole,
ch’entro concava vite a poco a poco
senza strepito alcun mover si suole,
e con tanto artificio or cala, or sorge,
che l’occhio spettator non se 11’accorge.

130.Reggon l’opra maggior vari sostegni,
e correnti e pendenti ed asse e travi,
e di bronzo ben saldo armati legni,
dure catene, e grossi ferri e gravi,
e con argani mille, e mille ingegni,
del medesmo metallo e chiodi e chiavi;
e questo ordine a quel sí ben risponde,
che nel numero lor non si confonde.