Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/337

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35.A sí fatta magione il piè drizzaro,
giunto il dí stabilito, i Giudicanti.
Memorabil Giudicio, e non men chiaro
di quel ch’Ida inirò molt’anni avanti;
se non ch’un Pastorei non va di paro
con Senatori e Satrapi cotanti;
e fanno in parte differir l’essempio
tra duo sessi diversi il bosco e ’l Tempio.

36.Del gran Palagio a lenti passi uscirò,
e con ordin distinto in fila doppia
la cittá circondando in largo giro,
fér di sé lunga linea a coppia a coppia.
Crotali intanto e pifferi s’udiro,
giá squilla il corno, e giá la tromba scoppia;
strider fan l’aure mattutine e fresche
barbare pive, e búccine moresche.

37.Precedon ne l’andar due volte sei
su ben bardati ed ottimi cavalli
leggiadri Araldi, ed altrettanti a piei
con nacchere, busson, tibie e taballi.
Fregiati i pennoncelli han di trofei
gli strepitosi lor cavò metalli;
e perché Citherea nacque da’ flutti,
è ceruleo il color che veston tutti.

38.Passan poi mille in bipartita lista
armati Cavalieri in su gli arcioni,
tra’ quai la cima tutta è sparsa e mista
de’ Primati del regno, e de’ Baroni.
Fan tra gli arnesi lor superba vista
stocchi aurati, aste aurate, aurati sproni.
Ma de le sovravesti han la divisa
pur colorata a la primiera guisa.