Pagina:Marino Poesie varie (1913).djvu/157

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idilli pastorali 145


FILAURA


Tienti pur il tuo core, io cor non curo.
Non son augel grifagno,
che di cori mi pasca;
né voglio esser un mostro
con due cori nel petto.

FILENO


Amor va nudo e senza fregio o pompa:
non ha che dar altrui se non se stesso;
mercenario e venal, non fôra Amore.

FILAURA


Ma quell’Amor ch’è nudo, ancora ha l’ali,
onde sen fugge e vola
da chi prenderlo tenta.

FILENO


Alato egli è, ma cieco,
e tien d’oscuro vel bendati i lumi:
de la luce de l’òr non si compiace.

FILAURA


Cieco egli è, ma fanciullo:
se talvolta s’adira,
sol co’ doni si placa.

FILENO


Tu sai ben quanto vaglia
de le mie canne il suono,
e quanto in queste selve abbia di pregio
la mia voce, il mio canto.
Ti canterò, se vuoi,
canzonette leggiadre,
da far mirabilmente
risentir di dolcezza i tronchi e i sassi.

G. B. Marino, Poesie varie. 10