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266 parte quinta

IV


LA ZANZARA

di Battista Castello.


     Come, oh come vivace
spieghi dorate e miniate l’ale,
sussurratrice garrula e mordace!
Non di mortal pittore
opra creder ti voglio, anzi immortale
sei tu, cangiato in altra forma, Amore.
Lo stimolo pungente
de l’arrotato dente
è certo l’aureo strale,
onde in un di diletto e di stupore
dolce trafiggi a chi ti mira il core.